domenica 30 novembre 2008

La Cipolla e l'Albero di Natale

La famiglia è seduta a cena.

Il figlio chiede improvvisamente al padre: "Papà, quanti tipi di tette ci sono?"
Il padre, sorpreso dalla domanda, risponde: "Beh, figliolo, ci sono tre tipi di tette: a vent'anni le tette di una donna sono come meloni, tonde e sode. A trenta o quaranta sono come pere, ancora belle, ma un pò cadenti. Dopo i cinquanta, sono come cipolle".
"Come cipolle?" chiede il figlio.
"Si, le vedi e ti metti a piangere!".

Questa battuta fa incavolare la mamma e la figlia, la quale chiede: "Mamma, e quanti tipi di pisello ci sono?"
La madre sorride e risponde: "Beh, cara, un uomo attraversa tre fasi: a vent'anni il suo pisello è come una quercia, possente e duro. A trenta o quaranta è come legno di faggio, flessibile ma affidabile. Dopo i cinquanta, è come un albero di natale".
"Come un albero di natale?" chiede stupita la figlia.
"Sì cara: morto dalla radice in su e le palle sono solo ornamentali!".

giovedì 27 novembre 2008

La Canoa

Ho trovato una cosa proprio divertente, non so perchè ma mi ricorda molto quello che succede in genere con le grosse società (o in politica) in Italia. Eccola qua, buona lettura.

Una squadra italiana ed una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara di canoa, con equipaggio di 8 uomini. Entrambe le squadre si allenarono intensamente per mesi e mesi, durante i quali ciascuna squadra si preparò al meglio della forma ed al massimo dei propri limiti, tecnici ed umani.

Venne il giorno della gara ed i giapponesi vinsero con un vantaggio di un chilometro.

Dopo la sconfitta, il morale della squadra italiana era a terra. Dai vertici fu fatto sapere che si sarebbe dovuto vincere l'anno successivo e venne disposto di organizzare un gruppo di lavoro per affrontare e risolvere la questione. Lunghi e complessi studi applicati alla situazione della squadra italiana, comparati a quelli portati avanti sul team giapponese, fecero emergere l'ipotesi che, con ragionevoli probabilità, i giapponesi avevano vinto grazie al fatto che disponevano di sette uomini ai remi ed uno solo al timone, mentre la squadra italiana aveva sette timonieri e solo un rematore.

In questa situazione di crisi i vertici dettero qui una chiara, sintomatica prova di capacità gestionale: venne immediatamente affidato ad una Società di Consulenze l'incarico di identificare i possibili miglioramenti da apportare alla struttura della squadra italiana al fine di renderla vincente. Dopo settimane di duro lavoro, senza un solo week-end di riposo, un pool di esperti giunse alla conclusione che nella squadra italiana c'era, evidentemente, una suddivisione delle responsabilità troppo sbilanciata.

Seguendo le indicazioni contenute nel rapporto elaborato dalla Società di Consulenze, fu quindi deciso di cambiare immediatamente la struttura della squadra, ottimizzando l'impiego delle risorse umane. Ora ci sarebbe stata una ripartizione di compiti più equilibrata, grazie alle nuove nomine di quattro Timonieri, due Supervisori di Rotta e un Comandante Capo, introducendo anche una serie di iniziative finalizzate al miglioramento produttivo dell'uomo ai remi, riconoscendo e valorizzando al meglio la sua professionalità, nominandolo Primo Rematore.

L'anno seguente, i giapponesi vinsero con un vantaggio di oltre 3 chilometri. Il team italiano licenziò immediatamente il Primo Rematore a causa dell'inefficienza dimostrata in gara e, contemporaneamente, elargì un indennità-premio ai quattro Timonieri, ai due Supervisori di Rotta e al Comandante Capo, a titolo di ricompensa per il grande impegno comunque profuso durante il loro mandato.

La Società di Consulenze preparò una nuova analisi, grazie alla quale venne dimostrato che, indiscutibilmente, dai vertici erano state fatte le scelte migliori possibili ma che le tecnologie impiegate, non essendosi dimostrate all'altezza della professionalità dei responsabili della squadra, dovevano essere assolutamente migliorate, se si voleva essere competitivi.

Attualmente, la squadra italiana sta progettando una nuova canoa.

Fonte: internet

sabato 22 novembre 2008

Complimenti da romanacci

Sei tarmente basso che quanno piove sei l'urtimo a sapello!

Sei simpatico come er primo maggio de domenica!

Sei tarmente brutto che quanno sei nato t'hanno messo dentro 'n'incubbatrice co' li vetri oscurati.

Ma è la tu' rigazza o hai truccato er cane?

Ma è l'alito tuo o è arrivato er circo 'n città?

Sei tarmente brutto che se vai a Lockness esce fòri er mostro co' la valigia dicendo: "Meno male, è arrivato er cambio!"

Sei tarmente grassa che tu' madre 'invece de iscrivete all'anagrafe è dovuta annà ar catasto.

Fonte: Uffa

martedì 18 novembre 2008

Che cosa non fa fare l'invidia!

Ultimamente bazzicando su internet vedo molta invidia in giro.
Non so, traspare un certo "rosicamento andante" da più parti.

Ma cosa ci sarà poi di così importante da spartirsi?

La cara wikipedia mi dice che l'invidia è un sentimento nei confronti di un'altra persona o gruppo di persone che possiedono qualcosa (concretamente o metaforicamente) che l'invidioso non possiede.

Cosa mai vorrà questo fantomatico invidioso?

Intanto guardate cosa fa quando non può avere l'oggetto del desiderio



E come si può rispondere ad un invidioso che si comporta così?

Ma soltanto il questo modo!



Fonti: wikipedia, uffa (1), uffa (2)

domenica 16 novembre 2008

Dove?


Dove si trova il Reno? Vicino al polmono.

Dove si trova il quarzo? Tra il tarzo e il quinzo!

Dove va in ferie l'impiegato modello? A Citta' del Capo.

Dove abita lo strappo alla regola? In via ... del tutto eccezionale!

Dove si portano i matti per farli divertire? A Neuro-Disney.

Dove vanno in vacanza i preti di Roma? A Ostia!

Dove parcheggiano gli U.F.O.? In zona disco.

Dove va la cicogna dopo che porta i bambini? Torna nel pigiama!